Maggio 1956: passa il Giro!
12-01-2026 / 12-03-2026 - La foto della settimana
Di questa foto sapevamo solo che era relativa ad un Giro d’Italia. Con un po' di pazienza, dopo aver riconosciuto il ciclista in Federico Bahamontes, grande corridore spagnolo, e aver individuato la squadra, la spagnola “Girardengo ICEP”, possiamo meglio comprenderla.
Il Giro è quello del 1956. Bahamontes, 25 anni, lo corre da protagonista anche se non vince tappe ed è costretto al ritiro nella terribile Merano – Trento che è rimasta nella storia del Giro d’Italia. In una giornata tremenda per la neve e il freddo polare (-4 gradi all’arrivo!) Charly Gaul, fino a quel punto autore di un Giro anonimo - era appena 24esimo a 16’ dalla maglia rosa Fornara - stacca tutti sul Monte Bondone e si prende tappa e maglia rosa che porterà fino a Milano. Insieme a Bahamontes fra i tanti ritirati di quella tappa anche Fornara, Nencini, Defilippis, Astrua e il suo compagno di squadra Poblet.
Nonostante il ritiro Bahamontes vince la classifica degli scalatori nella sezione “Appennini” mentre Gaul vincerà quella delle “Dolomiti”.
Il fotografo però non vuole solo immortalare il momento sportivo cioè Bahamontes mentre transita in un paese. Non centra l’immagine sul corridore ma inquadra anche un gruppo di paesani attratti dal passaggio del Giro. Probabilmente siamo in una paese del centro Italia – quel giro toccò solo marginalmente il Sud – e il gruppo di persone appare ben vestito. Forse è una domenica, quando in campagna ci si vestiva “a festa” per andare alla messa o a fare due passi in paese. Una bambina ha un berretto pubblicitario, una “bustina”, della “Faema”, marca di macchina da caffè presente al Giro con una squadra. Evidentemente quei semplici berretti venivano distribuiti prima del passaggio della corsa.
Se poi si allarga l’immagine si vede sullo sfondo un negozio di parrucchiera per signora chiuso ma anche una serie di manifesti elettorali, quasi tutti della “Democrazia Cristiana” con il caratteristico simbolo dello scudo-crociato. Forse uno dei manifesti porta invece il simbolo del Partito comunista italiano. Durante lo svolgimento di quel Giro si tennero infatti elezioni amministrative.
La foto insomma non ci parla solo dell’evento sportivo ma ci mostra anche uno spaccato dell’Italia di quegli anni, un’Italia ormai uscita dal disastro del dopoguerra che si preparava al boom economico degli anni ‘60.
Il Giro è quello del 1956. Bahamontes, 25 anni, lo corre da protagonista anche se non vince tappe ed è costretto al ritiro nella terribile Merano – Trento che è rimasta nella storia del Giro d’Italia. In una giornata tremenda per la neve e il freddo polare (-4 gradi all’arrivo!) Charly Gaul, fino a quel punto autore di un Giro anonimo - era appena 24esimo a 16’ dalla maglia rosa Fornara - stacca tutti sul Monte Bondone e si prende tappa e maglia rosa che porterà fino a Milano. Insieme a Bahamontes fra i tanti ritirati di quella tappa anche Fornara, Nencini, Defilippis, Astrua e il suo compagno di squadra Poblet.
Nonostante il ritiro Bahamontes vince la classifica degli scalatori nella sezione “Appennini” mentre Gaul vincerà quella delle “Dolomiti”.
Il fotografo però non vuole solo immortalare il momento sportivo cioè Bahamontes mentre transita in un paese. Non centra l’immagine sul corridore ma inquadra anche un gruppo di paesani attratti dal passaggio del Giro. Probabilmente siamo in una paese del centro Italia – quel giro toccò solo marginalmente il Sud – e il gruppo di persone appare ben vestito. Forse è una domenica, quando in campagna ci si vestiva “a festa” per andare alla messa o a fare due passi in paese. Una bambina ha un berretto pubblicitario, una “bustina”, della “Faema”, marca di macchina da caffè presente al Giro con una squadra. Evidentemente quei semplici berretti venivano distribuiti prima del passaggio della corsa.
Se poi si allarga l’immagine si vede sullo sfondo un negozio di parrucchiera per signora chiuso ma anche una serie di manifesti elettorali, quasi tutti della “Democrazia Cristiana” con il caratteristico simbolo dello scudo-crociato. Forse uno dei manifesti porta invece il simbolo del Partito comunista italiano. Durante lo svolgimento di quel Giro si tennero infatti elezioni amministrative.
La foto insomma non ci parla solo dell’evento sportivo ma ci mostra anche uno spaccato dell’Italia di quegli anni, un’Italia ormai uscita dal disastro del dopoguerra che si preparava al boom economico degli anni ‘60.






