1922, LE FORCELLE DI CHRISTOPHE, IL VECCHIO GALLICO
20-07-2026 / 20-09-2026 - La foto della settimana
Non sapevamo nulla di questa foto – l'originale è in bianco e nero - se non che si tratta di Eugene Christophe, uno dei corridori più popolari del ciclismo eroico francese.
Poi grazie al numero che appare sulla sua giacca abbiamo scoperto che si tratta di una foto scattata durante il Tour de France del 1922, a cui Christophe partecipò proprio con il n. 5.
Le cronache parlano di un Tour fra i più combattuti con continui cambiamenti ai vertici della classifica. Christophe, classe 1885, era fra i corridori più anziani ma fu egualmente un protagonista indossando per tre tappe la maglia gialla che perse il 7 luglio a causa della rottura della forcella della sua bicicletta che lo fece arrivare al traguardo di Perpignan con 3 ore e mezzo di distacco dal vincitore, Alavoine. Forse la foto si riferisce a questo incidente. Dopo altri colpi di scena ad arrivare primo a Parigi fu un altro veterano, il belga Lambot, classe 1886, ancora oggi il vincitore più anziano del Tour, con Christophe ottavo.
Christophe non era nuovo alla rottura della forcella. Per uno strano gioco del destino era la terza volta che spaccava questa parte della bicicletta durante un Tour: gli era capitato nel 1913 – e l'aveva riparata da solo entrando nella storia del Tour e nel cuore dei francesi – e poi nel 1921 quando la ruppe, lui in maglia gialla, la prima della storia, a 10 chilometri dal traguardo della penultima tappa, anche questa volta la sostituì da solo.
Nel 1913 perde quattro ore e finisce settimo nella generale finale, nel 1921 perde “solo” un'ora e dieci e arriva terzo, sfiorando il suo miglior risultato: secondo nel 1912.
Anche se “il gallico”, come lo soprannominarono i suoi sostenitori, nella sua lunghissima carriera professionistica (1904 – 1926) vinse corse di prestigio come le due Bordeaux – Parigi (1920 e 1921) e la terrificante Milano – Sanremo del 1910, passerà alla storia per le sue imprese di fabbro, soprattutto quella del 1913.
Nel 1960, Eugene Christophe compie un'altra impresa: scalare a 75 anni di età il Tourmalet (dove aveva rotto la forcella nel '13). Le strade non erano più i sentieri di inizio secolo ma non erano neppure le “comode” strade odierne. Ci sono foto che immortalano quell'impresa con Christophe, capelli bianchi, tenuta da cicloviaggiatore, che pedala su una bicicletta, dotata di cambio, naturalmente, ma anche di parafanghi, porta pacchi e fanalino posteriore.
E abbiamo detto tutto!
Christophe è morto nel 1970 ma fino all'ultimo è stato presente alle corse ciclistiche. Una delle sue ultime foto conosciute è del 1968 e lo ritrae su una pista in terra battuta mentre sorregge alla partenza Jean Stablinsky, ex campione del mondo.
M.Z.
La foto è stata tratta dalla rete. Eventuali titolari di diritti lo segnalino: se lo desiderano inseriremo il loro nome oppure provvederemo a rimuoverla.
Questo articolo è stato redatto senza l'ausilio della IA.
Poi grazie al numero che appare sulla sua giacca abbiamo scoperto che si tratta di una foto scattata durante il Tour de France del 1922, a cui Christophe partecipò proprio con il n. 5.
Le cronache parlano di un Tour fra i più combattuti con continui cambiamenti ai vertici della classifica. Christophe, classe 1885, era fra i corridori più anziani ma fu egualmente un protagonista indossando per tre tappe la maglia gialla che perse il 7 luglio a causa della rottura della forcella della sua bicicletta che lo fece arrivare al traguardo di Perpignan con 3 ore e mezzo di distacco dal vincitore, Alavoine. Forse la foto si riferisce a questo incidente. Dopo altri colpi di scena ad arrivare primo a Parigi fu un altro veterano, il belga Lambot, classe 1886, ancora oggi il vincitore più anziano del Tour, con Christophe ottavo.
Christophe non era nuovo alla rottura della forcella. Per uno strano gioco del destino era la terza volta che spaccava questa parte della bicicletta durante un Tour: gli era capitato nel 1913 – e l'aveva riparata da solo entrando nella storia del Tour e nel cuore dei francesi – e poi nel 1921 quando la ruppe, lui in maglia gialla, la prima della storia, a 10 chilometri dal traguardo della penultima tappa, anche questa volta la sostituì da solo.
Nel 1913 perde quattro ore e finisce settimo nella generale finale, nel 1921 perde “solo” un'ora e dieci e arriva terzo, sfiorando il suo miglior risultato: secondo nel 1912.
Anche se “il gallico”, come lo soprannominarono i suoi sostenitori, nella sua lunghissima carriera professionistica (1904 – 1926) vinse corse di prestigio come le due Bordeaux – Parigi (1920 e 1921) e la terrificante Milano – Sanremo del 1910, passerà alla storia per le sue imprese di fabbro, soprattutto quella del 1913.
Nel 1960, Eugene Christophe compie un'altra impresa: scalare a 75 anni di età il Tourmalet (dove aveva rotto la forcella nel '13). Le strade non erano più i sentieri di inizio secolo ma non erano neppure le “comode” strade odierne. Ci sono foto che immortalano quell'impresa con Christophe, capelli bianchi, tenuta da cicloviaggiatore, che pedala su una bicicletta, dotata di cambio, naturalmente, ma anche di parafanghi, porta pacchi e fanalino posteriore.
E abbiamo detto tutto!
Christophe è morto nel 1970 ma fino all'ultimo è stato presente alle corse ciclistiche. Una delle sue ultime foto conosciute è del 1968 e lo ritrae su una pista in terra battuta mentre sorregge alla partenza Jean Stablinsky, ex campione del mondo.
M.Z.
La foto è stata tratta dalla rete. Eventuali titolari di diritti lo segnalino: se lo desiderano inseriremo il loro nome oppure provvederemo a rimuoverla.
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