1972, il gregario Mintjens nel pavè “terrificante” della foresta di Aremberg
13-07-2026 / 13-09-2026 - La foto della settimana
Quando la Parigi – Roubaix riprese – dopo la sosta forzata per la guerra ’14 – ’18 – molte delle strade percorse da questa classica nata nel 1896 semplicemente … non c’erano più e gli organizzatori dovettero arrangiarsi facendo passare la corsa da stradine secondarie molte al limite della praticabilità. Eugene Christophe, campione francese che aveva corso sette volte la Roubaix, all’arrivo ebbe a dire: “Abbiamo visto sentieri squarciati dalle granate, paesaggi desolati, villaggi in rovina: questo è davvero l’Inferno del Nord!”.
Nacque così la leggenda, arrivata fino ai nostri giorni, della Roubaix e dell’Inferno del Nord. O almeno questa è una delle storie che si raccontano per spiegare da dove nasce la famosa definizione delle corse primaverili del nord Europa.
Oggi la desolazione vista da Christophe nel 1919 non c’è più. Non ci sono più neppure i grigi paesaggi dei centri minerari che dominavano il panorama negli anni ’30, ’40 e ’50, ormai tutti smantellati. Rimangono però le strade lastricate di pavè. I famosi “settori”. Un pavè curato e mantenuto in buono stato da una Associazione, “Gli amici della Parigi – Roubaix”, nata nel 1977.
Nel 1972 però le strade in pavè non erano ben curate come lo sono oggi. Lo dimostra la foto: Mintjens affronta – siamo all’interno della Foresta di Aremberg – una buca piuttosto “terrificante” anche perché piena d’acqua che avrebbe potuto nascondere insidie invisibili al corridore.
Quella del 1972 non è una edizione come tante: per la prima volta la “Pascale” (pasquale in francese, perché per anni si è corsa di Pasqua) è vinta da Roger De Vlaeminck. Professionista dal 1969 De Vlaeminck corre per la squadra italiana sponsorizzata dalla “Dreher” e quando prende il via da Parigi ha al suo attivo una Liegi e una Freccia Vallone mentre alla Roubaix si è piazzato secondo nel ’70 e settimo nel ’71.
Si corre su selciati viscidi per la pioggia. Cadono in tanti, cade anche il favorito numero uno, naturalmente Eddy Merckx, che è costretto ad inseguire per riportarsi sui primi. Quando Merckx, dolorante, è appena rientrato scatta De Vlaeminck che, tutto solo, prima riprende il fuggitivo di giornata, Van Malderghem, poi lo lascia e dopo 15 chilometri di fuga solitaria vince a mani alzate al velodromo di Roubaix.
Gli italiani ci sono ma non si vedono: si ritirano, per evitare figuracce, Gimondi e Motta, e il primo degli italiani è Paolini, solo 18°.
Questo l’ordine d’arrivo:
1. Roger DE VLAEMINCK, Dreher, in 7h24'05"
2. André DIERICKX, Flandria, a 01'57"
3. Barry HOBAN, GAN - Mercier a 02'13"
4. Willy TEIRLINCK, Sonolor, a 02'34"
5. Willy VAN MALDERGHEM, Watney - Avia, a 02'36"
Eddy Merckx è 7°, Ole Ritter 9° e Raymond Puolidor 10°.
E Mentjens? Non appare nell’ordine d’arrivo. Forse ha fracassato la bici – e speriamo solo quella - nella “terrificante” buca della Foresta di Aremberg.
PS 1 De Vlaeminck diventerà “Monsieur Roubaix”: vincitore anche nel ’74, ’75 e ’77, sarà anche quattro volte secondo e una volta terzo. Il palmares del campione belga conta anche altre vittorie nelle “corse monumento”: oltre alla citata Liegi, tre Sanremo, un Fiandre e due Lombardia. Il tutto negli anni dominati dal “cannibale” Eddy Merckx.
PS 2 Mentjens è, assieme a Bruyere, Stevens e Van Schil, uno dei quattro gregari storici di Eddy Merckx prima alla Faema, poi alla Molteni e infine alla FIAT. In carriera ha vinto solo quattro corse ma il suo compito non era quello di vincere le corse!
(MZ)
La foto è stata tratta dalla rete. Eventuali titolari di diritti lo segnalino: se lo desiderano inseriremo il loro nome oppure provvederemo a rimuoverla.
Questo articolo è stato redatto senza l’ausilio della IA.
Nacque così la leggenda, arrivata fino ai nostri giorni, della Roubaix e dell’Inferno del Nord. O almeno questa è una delle storie che si raccontano per spiegare da dove nasce la famosa definizione delle corse primaverili del nord Europa.
Oggi la desolazione vista da Christophe nel 1919 non c’è più. Non ci sono più neppure i grigi paesaggi dei centri minerari che dominavano il panorama negli anni ’30, ’40 e ’50, ormai tutti smantellati. Rimangono però le strade lastricate di pavè. I famosi “settori”. Un pavè curato e mantenuto in buono stato da una Associazione, “Gli amici della Parigi – Roubaix”, nata nel 1977.
Nel 1972 però le strade in pavè non erano ben curate come lo sono oggi. Lo dimostra la foto: Mintjens affronta – siamo all’interno della Foresta di Aremberg – una buca piuttosto “terrificante” anche perché piena d’acqua che avrebbe potuto nascondere insidie invisibili al corridore.
Quella del 1972 non è una edizione come tante: per la prima volta la “Pascale” (pasquale in francese, perché per anni si è corsa di Pasqua) è vinta da Roger De Vlaeminck. Professionista dal 1969 De Vlaeminck corre per la squadra italiana sponsorizzata dalla “Dreher” e quando prende il via da Parigi ha al suo attivo una Liegi e una Freccia Vallone mentre alla Roubaix si è piazzato secondo nel ’70 e settimo nel ’71.
Si corre su selciati viscidi per la pioggia. Cadono in tanti, cade anche il favorito numero uno, naturalmente Eddy Merckx, che è costretto ad inseguire per riportarsi sui primi. Quando Merckx, dolorante, è appena rientrato scatta De Vlaeminck che, tutto solo, prima riprende il fuggitivo di giornata, Van Malderghem, poi lo lascia e dopo 15 chilometri di fuga solitaria vince a mani alzate al velodromo di Roubaix.
Gli italiani ci sono ma non si vedono: si ritirano, per evitare figuracce, Gimondi e Motta, e il primo degli italiani è Paolini, solo 18°.
Questo l’ordine d’arrivo:
1. Roger DE VLAEMINCK, Dreher, in 7h24'05"
2. André DIERICKX, Flandria, a 01'57"
3. Barry HOBAN, GAN - Mercier a 02'13"
4. Willy TEIRLINCK, Sonolor, a 02'34"
5. Willy VAN MALDERGHEM, Watney - Avia, a 02'36"
Eddy Merckx è 7°, Ole Ritter 9° e Raymond Puolidor 10°.
E Mentjens? Non appare nell’ordine d’arrivo. Forse ha fracassato la bici – e speriamo solo quella - nella “terrificante” buca della Foresta di Aremberg.
PS 1 De Vlaeminck diventerà “Monsieur Roubaix”: vincitore anche nel ’74, ’75 e ’77, sarà anche quattro volte secondo e una volta terzo. Il palmares del campione belga conta anche altre vittorie nelle “corse monumento”: oltre alla citata Liegi, tre Sanremo, un Fiandre e due Lombardia. Il tutto negli anni dominati dal “cannibale” Eddy Merckx.
PS 2 Mentjens è, assieme a Bruyere, Stevens e Van Schil, uno dei quattro gregari storici di Eddy Merckx prima alla Faema, poi alla Molteni e infine alla FIAT. In carriera ha vinto solo quattro corse ma il suo compito non era quello di vincere le corse!
(MZ)
La foto è stata tratta dalla rete. Eventuali titolari di diritti lo segnalino: se lo desiderano inseriremo il loro nome oppure provvederemo a rimuoverla.
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