ROMA 1932, BINDA VINCE IL SUO TERZO MONDIALE

25-05-2026 / 25-07-2026 - La foto della settimana
Roma, 31 agosto 1932, campionato del mondo professionisti: nella foto Alfredo Binda guida il gruppo. Dietro di lui si identifica in maglia bianca con fascia nera Andrè Leducq, francese vincitore del Tour. Sulla destra un corridore svizzero, forze Buchi, ha preso la curva un pò larga. Subito dietro a Binda due corridori in maglia scura, probabilmente belgi, con accanto un corridore con una maglia di club, probabilmente il francese Magne. Si noti lo sguardo sicuro di Binda: evidentemente si sentiva in grande giornata.

Vediamo la corsa.

Quella romana è la 6^ edizione dei mondiali professionisti su strada e Binda aveva già vinto nel 1927 e nel 1930.

Nel 1927 al Nurburgring gli italiani fecero “cappotto”: 1° Binda, 2° Girardengo, 3° Piemontesi. Nel 1928 a Budapest Binda e Girardengo si annullarono a vicenda, si ritirarono e subirono una pesante squalifica dalla Federazione Ciclistica Italiana. Vinse il belga Ronsse che fece il bis nel 1929 a Zurigo quando nello sprint a cinque precedette il lussemburghese Frantz e Alfredo Binda. Nel 1930 a Liegi l'italiano pareggiò i conti con il belga vincendo uno sprint rocambolesco in cui Guerra fu secondo e Ronsse terzo. Nel 1931i mondiali di Copenaghen si disputarono a cronometro e questa volta Guerra centrò la vittoria.

La stagione 1932 era stata avara di soddisfazioni per Binda: neppure una vittoria, un modesto settimo posto al Giro d'Italia a quasi venti minuti dal vincitore, Antonio Pesenti, secondo alla Sanremo a 3' dal vincitore Bovet, terzo al Giro di Toscana a 3'50” dal vincitore Guerra. Veramente poco, quasi niente.

Secondo l'inviato de “La Stampa” Giuseppe Ambrosini, il favorito della corsa è Learco Guerra quarto al Giro ma con cinque tappe vinte. Nel '32 Guerra aveva vinto, oltre al “Giro di Toscana”, anche il “Giro di Campania”, entrambe prove del campionato italiano. Ambrosini ritiene Binda un gradino sotto il mantovano, mentre il loro avversario più pericoloso dovrebbe essere il belga Gijessels, vincitore in primavera del “Fiandre”, della “Roubaix” e della “Bordeaux – Parigi”. Ci sono poi, tra gli altri, il lussemburghese Frantz, classe 1899, gli spagnoli Montero e Canardo, lo svizzero Buchi, i francesi Andrè Leducq, vincitore del Tour, e Antonine Magne.

La nazionale italiana schiera oltre a Binda e a Guerra, Remo Bertoni, terzo al Giro e vincitore di una tappa.

Ogni nazione può schierare solo tre corridori e così alla partenza si presentano in 21 in rappresentanza di 8 nazioni. Il ciclismo è ancora un affare di pochi paesi.

Il 31 agosto sul Circuito dei Castelli romani si svolgono sia la gara dei professionisti (km 206) che quella dei dilettanti (km 137). Partenza e arrivo alla Passeggiata archeologica.

Dopo qualche attacco iniziale degli olandesi affiancati da Leducq (fuoco di paglia quello del francese che si ritirerà al termine del primo giro) si forma un gruppo di quindici uomini inseguiti dai francesi Magne e Godinat e dallo svizzero Muller che poi rientrano. Quindi il secondo giro inizia a ranghi quasi compatti.
Il caldo è opprimente e, nota Ambrosini, in certi punti si va a 15 km/ora.
Qualche scaramuccia … Gijsselen in difficoltà … Binda e Guerra che si fermano a bere ad una fontana … e niente di più.
Alla fine del secondo giro in testa rimangono in sedici.
All'inizio del terzo giro Guerra affianca la vettura della stampa e dice di avere forti dolori allo stomaco. “Crampi” scriverà Ambrosini.
Alle prime salite Binda e Bertoni accelerano e molti si staccano. Gijssens è uno dei primi. Alcuni dei ritardatari si ricongiungono a Binda, Bertoni, Guerra e Frantz alla fine della discesa.
“Non è ancora il momento di sferrare l'attacco decisivo” scriverà Ambrosini.
Prima della salita di Frascati Guerra si ferma e scende di bici. Non sta bene. Vorrebbe abbandonare ma lo convincono a riprendere.
In testa Binda e Bertoni forzano di nuovo. Resistono in due: il belga Haermerlink, che fa un “fuori giri” che pagherà caro, e Frantz.
“Binda saetta dalla seconda posizione – così Ambrosini descrive lo scatto decisivo – e in quattro pedalate prende venti metri. Frantz non deve essersene neppure accorto tanto l'azione è stata fulminea.” Binda crede di essere rimasto solo ma Bertoni ha risposto al suo attacco, ha lasciato Frantz e gli ha preso la ruota.
L'attacco avviene “fra due siepi di folla che straripano sulla strada”.
Alla Madonna del Tufo, vertice della salita, Binda e Bertoni passano con 1' di vantaggio sullo spagnolo Montero, 1'30” su Frantz, 2'35” su Guerra.
Rimangono pochi chilometri all'arrivo. La corsa è decisa.
Naturalmente non c'è volata e Binda taglia solitario il traguardo con un leggero vantaggio su Bertoni.

Questo l'ordine d'arrivo:

1. Alfredo BINDA Italy7h01'28"
2. Remo BERTONI Italy a 15"
3. Nicolas FRANTZ Luxembourg a 4'52"
4. Ricardo MONTERO HERNÁNDEZ Spain a 5'15"
5. Learco GUERRA Italy a 5'39"
6. Marijn VALENTIJN Netherlands a 6'20"
7. Janus BRASPENNINCX Netherlands st
8. Alfred HAEMERLINCK Belgium a 6'56"
9. André GODINAT France a 9'44"
10. Romain GIJSSELS Belgium st
11. Albert BÜCHI Switzerland st
12. Mariano CAÑARDO LACASTA Spain st
13. Jean-Pierre "Jempy" MULLER Luxembourg st
14. August ERNE Switzerland a 12'04"
15. Georges ANTENEN Switzerland a 13'22"
16. Cesar BOGAART Netherlands st
17. Antonin MAGNE France st

Partiti 21, arrivati 17.

Guerra, campione uscente e grande favorito “è stato tradito dalla sorte” scrive Ambrosini. “Come si era detto alla vigilia – conclude l'inviato del quotidiano torinese – non abbiamo avuto grandi avversari a questo campionato … ma non è colpa nostra se il resto del ciclismo mondiale non è alla nostra altezza”.

Altri tempi!


PS 1: il trionfo italiano è completato da Giovanni Martano che vince la prova dei dilettanti.

PS 2: Binda tornerà grande nel '33 vincendo il Giro d'Italia, con sei tappe e la classifica degli scalatori. Comincerà poi il declino concluso con una rovinosa caduta alla Sanremo del '36, sua ultima corsa. Nel '39 diventerà Commissario tecnico della nazionale. Incarico che perderà nell'immediato dopoguerra ma che gli verrà affidato di nuovo nel 1948 per il solo Tour de France e nel 1949 per tutte le nazionali su strada dei professionisti.

PS 3: Remo Bertoni continuerà la sua carriera di ciclista professionista e nel '34 e '35 passerà alla Legnano dove farà il gregario di Binda ma troverà il modo di vincere anche la classifica del GPM al Giro del '34.

PS 4: come si nota dalla foto i francesi nel '32 correvano ancora al mondiale con le loro maglie di club non avendo la loro nazionale una divisa ufficiale!

PS 5: L'Auto, quotidiano sportivo francese, sottolinea il grande successo popolare dei mondiali di Roma non solo dal punto di vista numerico ma soprattutto per l'enorme entusiasmo mostrato dai tifosi italiani. In Italia, come in Francia e in Belgio, il ciclismo è in quegli anni di gran lunga lo sport più popolare.

PS 6: Antonin Magne arriva ultimo, non un grande risultato per un corridore molto considerato in patria. Magne "esploderà" nel 1934 vincendo il Tour de France e nel 1935 vendicherà l'ultimo posto di Roma vincendo il campionato del mondo di Berna.

PS 7: al mondiale dei dilettanti partecipa anche il polacco Klotovicz protagonista di una disavventura, chiamiamola così. Poco prima del via Klotovicz si reca a firmare il foglio/partenza e abbandona, per qualche minuto, la sua bicicletta. Avete indovinato! Quando la va a riprendere non la trova più. Correrà egualmente grazie alla generosità di Romolo Lazzeretti, ex professionista e uno dei più noti costruttori e rivenditori di biciclette di Roma. Per la cronaca Klotovicz non è fra i corridori giunti al traguardo.

Fonti: La Stampa del 31 agosto e del 1 settembre 1932, L'Auto del 1 settembre 1932, it.wikipedia.org., www.cyclingranking.com/

(M.Z.)



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Questo articolo è stato redatto senza l'ausilio della IA.