1910, MARIA MILANO “una brunetta minuscola tutta nervi”

15-06-2026 / 15-08-2026 - La foto della settimana
La foto in studio ci mostra una giovanissima ciclista piemontese, Maria Milano, che è stata una delle pioniere del ciclismo femminile anche se la sua carriera venne prematuramente troncata dalla prima guerra mondiale.

Maria Milano nasce a Rivara, un piccolo centro del torinese, il 19 febbraio 1891. E' quindi coetanea della ben più famosa Alfonsina Strada che nasce il 16 marzo 1891.

Maria è sorella di Pietro Milano di sette anni più grande di lei. Pietro, che ha scoperto la sua passione per il ciclismo mentre è emigrato in Francia, è un buon corridore vincitore di alcune gare minori e arrivato 20esimo al primo Giro d'Italia, quello del 1909. Pietro è anche un costruttore di biciclette e trasmette la sua passione per il ciclismo alla giovane sorella.

Nel 1910 alla partenza del Primo Gran Criterium Femminile di Torino, Maria, “una brunetta minuscola tutta nervi”, viene intervistata dal giornalista de “La Stampa Sportiva”, settimanale illustrato organizzatore della corsa, e sostiene che “questa bicicletta me l'ha fatta mio padre, speriamo che mi porti fortuna”. E' probabile che il giornalista abbia capito male e che la bici di Maria l'avesse costruita suo fratello che appena tornato dalla Francia aveva aperto un negozio di biciclette a Rivara.

Maria Milano gareggia dal 1910 al 1914. E vince. Molto.

A Torino il ciclismo femminile è piuttosto ben radicato e vedere donne in bicicletta non è motivo di scandalo. Alcune società, come l'U.S. Torinese, hanno un buon numero di cicliste che partecipano a gare su pista ma anche su strada.

Non è un caso che nel 1907 Alfonsina Strada si trasferisca proprio a Torino dove ottiene i primi successi: nel 1911 batte il record mondiale femminile dell'ora proprio su una pista piemontese, quella di Moncalieri.

Mentre Alfonsina, ormai trapiantata a Milano, inizia a pedalare sulle piste francesi e russe, in Piemonte il ciclismo femminile vive anni di grande successo. Fra le protagoniste la Gremo, la Carignano, la Valsecchi e anche la minuta giovanissima Maria Milano.

Maria arriva agli onori delle cronache vincendo nell'ottobre 1910 il Primo Gran Criterium Ciclistico femminile – quello organizzato da “la Stampa Sportiva” e di cui abbiamo accennato sopra.

La corsa ha un successo di pubblico fenomenale: secondo “La Stampa” del 3 ottobre 1910 5omila persone assistono alla corsa. Solo il Giro d'Italia aveva attirato folle simili.

Per la verità la Milano vince con una buona dose di fortuna. Maria prende le ruote della grande favorita, Caterina Gremo di Biella, e la segue come un'ombra nelle salite dei laghi di Avigliana. Oggi diremmo che la Milano non collabora con la Gremo. “La bionda Gremo è semplicemente meravigliosa – scrive il cronista de “La Stampa” – E' sempre lei che batte il passo che calcoliamo non essere inferiore ai 30 chilometri l'ora. Come un'ombra la segue la piccola Milano che con il suo costumino maschile si confonde facilmente coi ciclisti … uomini veri … che in falange seguono, anzi perseguitano le due learders.”

In una foto pubblicata da “La Stampa Sportiva” del 9 settembre 1910 si vedono le due atlete in fuga: la Gremo davanti e la Milano dietro, vestita con il completo della foto di copertina.

All'altezza dello striscione bianco dell'ultimo chilometro la Milano scatta rapida. La Gremo sembra in grado di reagire ma davanti a lei alcuni ciclisti indisciplinati che seguono la gara troppo da vicino cadono. La Gremo è costretta a frenare e quando riparte è troppo tardi per recuperare la piccola compagna di fuga.

Alla Gremo la soddisfazione di essere considerata la vincitrice morale della corsa. La biellese appena superato il traguardo scoppia in pianto: era la sua ultima corsa prima del matrimonio!

La Milano vince la corsa compiendo i 50 km ad una non disprezzabile media di 31 km/ora.

Una settimana dopo a Sesto San Giovanni la Milano vince ancora di fronte ad una folla ancora una volta strabocchevole: si parla di centomila spettatori lungo il percorso. Seconda l'altra piemontese Antonietta Gilardini. La corsa è organizzata da “La Gazzetta dello sport”

Al Criterium di Torino la Milano vince oltre ad una medaglia d'oro anche una bicicletta offerta dalla casa “Gaia” di Torino. Ebbene, siccome la “Gaia” si fa pubblicità proprio su “La Stampa Sportiva” elencando le vittorie dei ciclisti e delle cicliste che usano le sue biciclette sappiamo che nel 1911 fra giugno e ottobre Maria vince 5 corse fra cui la seconda edizione del Gran Criterium femminile.

Fra quello che ci è rimasto di Maria Milano anche una bella foto che la ritrae con la fascia di “campionata italiana” di ciclismo. A parte il neologismo poco indovinato sappiamo che questo titolo Maria Milano lo conquista a Milano nel 1910 vincendo il “campionato ciclistico giovinette”. Sembra che nel 1911 la Milano abbia bissato quel titolo.

Secondo Antonella Stelitano, Maria Milano avrebbe chiesto più volte agli organizzatori della “Gazzetta” di poter partecipare al Giro d'Italia senza essere accontentata. Maria non ebbe le stesse fortunate coincidenze che aiutarono Alfonsina Strada a partecipare al Giro del '24.

La Milano corre fino al 1914 quando ottiene per lo meno una vittoria ad Acqui Terme, nel Monferrato.

Con la guerra finisce la sua breve carriera di ciclista. Si ritira dalle corse e apre una trattoria che gestisce insieme alla nipote.

Maria Milano “la piccola brunetta tutta nervi” muore il 13 giugno 1975.

Maurizio Zicanu




Fonti:

Paolo Ghiggio, Maria Milano, una gemma nel ciclismo femminile delle pioniere, Biciclettedepoca/net

Maria Milano "la Piccola Campionessa"

https://www.facebook.com/TorinoPiemonteVintage/posts/maria-milano-la-piccola-campionessarivara-il-1921891-rivara-1361975torino-piemon/2838172126467558/

Tiziano Passera, Maria Milano da Rivara, campionessa italiana 1911, https://lasentinella.gelocal.it/sport/2011/07/08/news/maria-milano-da-rivara-campionessa-italiana-1911-1.720121

La Stampa Sportiva del 9 ottobre 1910 e La Stampa del 3 ottobre 1910

Antonella Stelitano, Donne in bicicletta, Edicicloeditore, 2020,

Mario Cionfoli, Pedalare controvento, Marcianum press, 2013.









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Questo articolo è stato redatto senza l'ausilio della IA.