Autunno 2006: un famoso giornalista della "Gazzetta dello Sport" si reca in Burkina Faso, uno dei paesi più poveri del mondo, per seguire il Giro del Burkina Faso, corsa ciclistica a tappe. Il racconto di quell'avventura viene raccolto in un diario, sempre divertente, qualche volta drammatico. A vent'anni dalla sua pubblicazione il libro rimane un documento purtroppo ancora attuale che spiega bene come la passione per il ciclismo possa mantenersi viva in una realtà economica e sociale disastrosa. Un ciclismo eroico quello del Burkina Faso e in generale dell'Africa sub sahariana che per certi aspetti non è molto diverso dal ciclismo dei primi anni del '900 in Europa. A proposito: il 28 ottobre inizierà la 38esima edizione di questa corsa che dopo 5 anni di emarginazione sarà di nuovo riconosciuta dall'U.C.I.