La foto, pubblicata dal settimanale francese “Le Miroir des sports” in occasione del Tour de France 1965, ritrae un momento di una tappa del Tour dell'anno precedente, quello del ‘64.
Non ci è stato possibile individuare a quale tappa si riferisca la foto. Quello che ha attirato la nostra attenzione è la presenza nella coda del gruppo del campione del mondo in carica, il belga Beheyt (n. 56). Poi, guardandola meglio, abbiamo scoperto che poco più avanti c'è Jacques Anquetili (n. 1) col fido gregario Stablinsky in maglia di campione di Francia (n. 10). Ci sono anche due uomini della “Salvarani”, unica squadra italiana presente (Mazzacurati, n. 116, e Franchi, n. 115), l'inglese Hoban (n. 16) e diversi gregari francesi, sconosciuti a chi scrive.
Anquetil – forse reduce da un incidente o foratura - non indossa la “gialla”: la conquisterà il 9 luglio dopo la cronometro e la porterà a Parigi vincendo il suo quinto Tour, quarto consecutivo. Secondo, naturalmente, Raymond Poulidor.
Beheyet onorerà la sua maglia di campione del mondo vincendo l'ultima tappa in linea, coronando una fuga solitaria di 38 chilometri.
Il 1964 era stato un ottimo anno per Benoni – nome avuto per celebrare il nonno italiano – che si era piazzato secondo alla Roubaix e al Fiandre e aveva vinto il Giro del Belgio a tappe.
Ma Beheyt aveva un problema. Neppure piccolo: il mondiale 1963 lo aveva letteralmente scippato a Rik Van Looy, l'imperatore. Campione del mondo 1960 e 1961 Van Looy voleva fare il tris nel 1963 a Ronse in un mondiale che gli organizzatori belgi avevano disegnato su misura per lui. Nella squadra belga la tattica era chiara: tutti per Van Looy e Van Looy per se stesso, punto. Tutto bene fino alla volata di gruppo. Van Looy, forse non lucidissimo, lancia la volata un po' troppo da lontano e negli ultimi metri, quando proprio “non ne ha più”, vede sulla sua sinistra spuntare Beheyt che lo rimonta. Rik cerca di chiuderlo ma il giovane belga lo scansa appoggiandogli una mano sul fianco e lo passa. Nella foto che immortala il momento si vede Beheyt che con una mano allontana – quasi spinge - un Van Looy, forse “bollito”, forse sorpreso. Appena superato il traguardo Behyet alza il braccio ed esulta mentre Van Looy impreca contro di lui.
C'è bisogno del fotofinish ma il verdetto è chiaro: primo Beheyt, secondo Van Looy.
Incredibile.
I tifosi belgi si schierano dalla parte dell'imperatore che, sembra, sfoghi la sua rabbia tirando un preciso destro alla mascella del traditore. E come traditore Benoni passerà alla storia del ciclismo!
PS 1: dopo un buon 1964 Beheyt non vincerà praticamente più niente, escluso anche dagli organizzatori belgi e francesi delle “kermess” desiderosi di non inimicarsi Van Looy. Nel 1965 solo qualche piazzamento al Tour e una misera vittoria in una corsa di second'ordine. Nel 1966 il ritiro dal professionismo.
PS 2: diventato proprietario di un negozio di biciclette, Benoni tornò nell'ambiente ciclistico come giudice di gara. Solo in tarda età Van Looy accettò di rivolgergli nuovamente la parola. “Adesso mi saluta, buongiorno e buonasera, non di più” dichiarerà nel 2007.
PS 3: Van Looy correrà altre quattro volte il mondiale senza mai neppure avvicinarsi al podio.
(MZ)
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Questo articolo è stato redatto senza l'ausilio della IA.